
Questo brano della PFM è considerato la più bella proposta del Progressive italiano. Qui un frammento, con una registrazione artigianale, da un live dal Cortile dell’Anagrafe Centrale di Torino.


Suonare uno strumento musicale come la chitarra,vuol dire lavorare sulle proprie capacità,conoscenze e,dal punto di vista artistico,sulla capacità di esprimersi attraverso la propria sensibilità. Tralasciando qui le conoscenze che bisogna possedere, vorrei trattare il lato prettamente tecnico che, data per acquisita una buona impostazione,riguarda le mani. Le dita delle nostre mani,salvo un uso diverso della mano destra,sullo strumento,rispetto alla sinistra,hanno capacità diverse dovute al loro utilizzo nella vita quotidiana: anulare e mignolo hanno sicuramente meno forza ed elasticità rispetto alle altre.Bisogna notare che, se non si è mancini, nella mano sinistra il mignolo deve lavorare al pari delle altre dita, ed il pollice è contrapposto alle altre dita dietro la tastiera, mentre nella mano destra lo stesso mignolo non si usa. Quando si inizia lo studio dello strumento queste disparità emergono, e diventa difficile, per esempio su un arpeggio, ottenere una eguaglianza accettabile tra le note suonate da dita diverse. Diventa quasi indispensabile, a questo punto, porsi l’obiettivo di ottenere più uguaglianza tra queste capacità diverse tra le dita, ed un modo può essere quello di lavorare sulla base, cioè sul tono muscolare della mano intera, ed il motivo è il seguente: da vari studi realizzati, in particolare da quelli realizzati dal compianto Maestro angelo Gilardino, il modo per ottenere più volume dallo strumento sta nel pizzicare la corda utilizzando lo snodo del metacarpo, la nocca della mano destra, perchè più è lunga la leva, ( mantenendo il più possibile immobili le due articolazioni tra le tre falangi del dito), più aumenta il volume del suono. Ricordiamo che la chitarra, per le sue caratteristiche, in acustico non può competere con il volume emesso da un pianoforte. Per questo motivo possiamo ritenere che rafforzare l’intera mano con esercizi complementari, può essere fondamentale per i nostri scopi. Molti didatti professano la necessità di caratterizzare il proprio suonare dalla rilassatezza, il problema è che molti possono fraintendere, quindi potremmo correggere così: sviluppare la capacità di ottenere rilassatezza alternata alle varie gradazioni di tensione indotte dal suonare. La mia proposta tecnica consiste nel lavorare con degli elastici, posizionati inizialmente tra due dita di una mano, con tutte le combinazioni possibili, compreso il mignolo della destra,( per contribuire all’allenamento di tutta la mano), realizzando quanto segue: con un elastico di lunghezza adeguata posto tra le dita scelte, aprire e chiudere le stesse con movimenti lenti, inizialmente per un solo minuto, e con movimenti anche diagonali, mantenendo sempre la leggera tensione che impedisce all’elastico di cadere. Eseguire con tutte le combinazioni possibili: saranno più utili quelle con pollice più mignolo od anulare, per esempio.Si potranno poi utilizzare anche tre, quattro e cinque dita. Questo massaggio da applicare ad entrambe le mani, sempre con gradualità ed avvertendo la sensazione dell’aumento della rilassatezza nel momento dell’avvicinamento le dita, regalerà una maggiore uniformità nel tono muscolare della mano, che contribuirà notevolmante nell’intento di uniformare il più possibile l’uso pratico delle dita.


Misirlou è il nome di una donna greca di cui l’autore di questo antichissimo brano era innamorato. E’ conosciuto come colonna sonora di “Pulp Fiction”, in una versione Surf Rock di Nick Dale, ma è stato inciso in molte altre versioni. Questo è il mio arrangiamento per chitarra.



Arrangiamento di un grande brano di Maurizio Fabrizio, con testo di Bruno Lauzi, interpretato da Mia Martini.


Brano reso noto dal film: “Mai di Domenica”, interpretato da Melina Mercouri. Nel 1961 il brano vince il premio Oscar come Migliore Canzone. In seguito è stato interpretato, in varie lingue, da moltissime interpreti nel mondo.

Allego locandina del concerto ” Traveling with Guitar ” nella versione per i locali, associazioni, centri culturali ecc.
Anche scaricabile qui: Brochurelocali
Volevo inaugurare questa categoria, (delle curiosità), in occasione di una ricorrenza: non del sottoscritto ma dello strumento che tengo in mano in questa vecchia locandina.
Questa chitarra a nove corde ha la bellezza di 97 anni, infatti è stata costruita nel 1928. E’ stata costruita da Morutto, famoso a Torino per il suo negozio di strumenti musicali chiuso da pochissimo tempo. Qusto tipo di strumenti è ancora usato moltissimo nel mondo, negli USA in particolare, e c’è una bravissima chitarrista, che si chiama Muriel Anderson, che nei suoi concerti alterno uno strumento similare a questo alternato a quello tradizionale a sei corde.
Alcuni liutai del passato iniziarono a costruire strumenti atipici, come la Chitarra Lira , ( o Lyra ),o la Mezza Lira, come la mia, per sperimentare: il più famoso di questi fu Luigi Mozzani, anche chitarrista e compositore.
Successivamente questi strunenti presero piede per vari motivi, un tra questi la possibilità di avere più bassi da utilizzare, utilissimi nelle formazioni dell’epoca, in particolare nelle varie mandolinistiche qualora prive del contrabbasso, ma anche in chiave solistica: mi viene in mente il genovese Pasquale Taraffo, che utilizzava un modello a quattordici corde, virtuoso eccezionale che era definito ” Il Paganini della chitarra” e “El dios De la Guitarra”.
Al di là di queste notizie, il mio attaccamento a questo strumento deriva dal fatto che apparteneva a mio nonno, Oreste Allario ( 1909-1983 ), grande chitarrista di Cuneo che, pur essendo non vedente in misura quasi totale, poteva vantare un repertorio solistico sconfinato,( Recuerdos de la Alhambra, Capriccio Arabo, Lagrima di Tarrega; Capricho Espanol di Sinopoli; Pavana Capricho Di Isaac Albeniz e moltissimi altri brani mi hanno accompagnato fin dalla nascita. Il nonno, come se la musica non bastasse, era anche stato insignito della medaglia d’oro come barzellettiere da teatro. Questo è uno dei motivi per cui nella descrizione di questo blog, ho utilizzato il sostantivo “Amore”.




